Burnout o stress da lavoro: cosa è, sintomi e rimedi

Oggi ti parlo del Burnout o stress da lavoro e del suo legame con il digital detox. Scopriamo insieme cosa è il burnout, quali sono i sintomi e che rimedi puoi attuare.

Le scadenze si avvicinano, le mail non lette sono tante, la testa scoppia, non hai più tempo per te stesso. Queste sono alcune delle condizioni che configurano una particolare condizione di stress da lavoro.

Attenzione! potrebbe sfociare in burnout, e se non si prendono delle rapide contromisure, le conseguenze potrebbero essere davvero negative. In questo articolo ti spiegherò cosa significa burnout, da quali sintomi riconoscerlo in tempo e ti darò dei preziosi consigli su alcuni rimedi contro lo stress da lavoro.

COSA È IL BURNOUT: SIGNIFICATO

La traduzione del termine burnout è “sovraccarico”, “esaurimento” ed è proprio quello che succede al nostro corpo e alla nostra mente quando veniamo sottoposti a lungo ad una condizione di estremo stress lavorativo

Il burnout è stato recentemente riconosciuto ufficialmente dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) e inserito nell’ICD 11 (classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati). 

Secondo uno studio svolto dalla HSE (agenzia nazionale del Regno Unito per la salute e la sicurezza sul lavoro) nel 2016 circa 526.000 persone hanno sofferto di stress, ansia e depressione causata dal lavoro. Secondo un altro studio condotto da “Technologia” in Francia ben 3 milioni di lavoratori sarebbero a rischio burnout (di cui 20% imprenditori e manager).

In una prima fase, il burnout veniva associato unicamente a professioni, come medico, infermiere, psicologo, contraddistinte da: 

  • frequenti relazioni interpersonali;
  • forti responsabilità;
  • alte aspettative;
  • alto livello di stress;
  • reperibilità immediata.

Con il passare degli anni, l’avvento di internet e dei dispositivi digitali il fenomeno si è esteso anche ai professionisti come manager, imprenditori, informatici, digital marketer e startupper che: oltre alle condizioni sopracitate spendono tante ore davanti ad uno schermo e non riescono a trovare un sano bilanciamento tra vita e lavoro.

COSA È IL BURNOUT DIGITALE?

Il burnout digitale è la condizione di estremo stress lavorativo causata dal contesto lavorativo e dal prolungato ed eccessivo utilizzo di dispositivi digitali. 

L’avvento di internet ha totalmente stravolto molti aspetti della nostra vita, ovviamente tra questi rientra la nostra sfera lavorativa.

Internet ha triplicato la velocità del lavoro, aumentando lo sforzo richiesto alla nostra mente, le mansioni da completare, le persone con le quali dobbiamo relazionarci e gestire, diminuendo però il tempo a nostra disposizione. 

In parole povere dobbiamo essere sempre reperibili, reattivi, produttivi e multitasking. Sia durante l’orario lavorativo, sia al di fuori. 

L’innovazione tecnologica ci ha permesso di rendere il lavoro molto più flessibile. È possibile comunicare efficacemente con persone lontane, lavorare da casa o mentre si è in treno a qualsiasi orario. 

D’altro canto, però, non si riesce mai a staccare la spina, a ritagliarsi del tempo per sé stessi, proprio perché il lavoro è sempre li, a portata di mano e noi dobbiamo essere “always on”.

Le mail e le chiamate arrivano anche la sera e mentre si è in vacanza, e il mittente si aspetta sempre una nostra risposta immediata. I risultati da monitorare cambiano ogni ora e noi dobbiamo essere reattivi.

Queste aspettative, oltre ad essere controproducenti per la produttività dell’individuo e dell’azienda, sottopongono il lavoratore (imprenditore, manager o dipendente che sia) ad uno sforzo che è spesso molto difficile da gestire. 

Se aggiungiamo il fatto che siamo all’interno di un ecosistema estremamente competitivo, il quale fino ultimo è semplicemente quello di essere il migliore, fare carriera ed avere successo ad ogni costo, ecco servito un mix molto pericoloso.

Una ricerca svolta negli Stati Uniti da Willis Tower Watson fa luce su questo fenomeno e ci fa capire quanto quest’ultimo fattore appena citato sia determinante:

Il 42% degli intervistati dichiara di aver sofferto di forte stress e problemi di salute mentali e 1 su 3 identifica il lavoro come principale responsabile.”

Il dato che fa impressione è che circa la metà di questi non ne ha mai parlato in ufficio, proprio per la paura di essere licenziato o di precludersi la possibilità di fare carriera. 

COME RICONOSCERE I SINTOMI DEL BURNOUT?

I sintomi del burnout sono molteplici, dipendono da:

  • tipo di lavoro,
  • contesto lavorativo,
  • carattere e valori della persona.

In questo paragrafo elencherò una serie di sintomi che ti posso aiutare a riconoscere in tempo una condizione di estremo stress da lavoro.

Possiamo dividere i sintomi in diverse categorie: sintomi che si presentano sempre e comunque, sintomi fisici, emotivi e comportamentali.

I 3 sintomi che si presentano sempre:

I sintomi che si possono presentare sono tanti, iniziamo da quelli che si presentano in tutti i casi:

  • Perdita delle energie e senso di esaurimento;
  • Distacco mentale dal proprio lavoro;
  • Riduzione dell’efficacia professionale.

Ora analizziamo alcuni dei sintomi secondari, a cui bisogna fare comunque attenzione perché potrebbero configurare una condizione di burnout.

I sintomi emotivi:

  • Infelicità;
  • Ridotta attenzione;
  • Indecisione;
  • Frequente preoccupazione;
  • Senso di colpa e fallimento;
  • Difficoltà nel recuperare le energie.

I sintomi comportamentali:

  • Demotivazione;
  • Senso di frustrazione;
  • Volontà di non andare a lavoro ogni giorno;
  • Continui ragionamenti sul cambiare lavoro/vita;
  • Costante sensazione di stress;
  • Bassa autostima;
  • Rigidità di pensiero;
  • Frequente condizione di conflitto con colleghi/superiori.

I sintomi fisici:

  • Stanchezza;
  • Mal di testa;
  • Insonnia;
  • Senso di soffocamento.

Come abbiamo visto i sintomi possono essere di vario genere e non sono sufficienti singolarmente a determinare una condizione di estremo stress da lavoro.

QUALI TUTELE PER IL BURNOUT?

Il fenomeno del burnout è sempre più diffuso e per fortuna i lavoratori iniziano ad essere tutelati. La soluzione sembra essere proprio il benessere digitale. Ecco qualche esempio:

  • In Francia, dal 2017 è entrato in vigore il diritto alla disconnessione”. Grazie a questa normativa, tutte le aziende con più di 50 dipendenti sono obbligate a redigere un contratto con i dipendenti che determina i giorni e gli orari in cui non si possono né inviare né ricevere le mail.

A che punto siamo in Italia? Anche se a livello nazionale non esiste nessuna legge simile a quella francese, alcune grandi aziende hanno adottato autonomamente delle misure a tutela dei propri dipendenti.Findomestic riconosce il diritto alla disconnessione al di fuori degli orari di lavoro, in questo caso il dipendente non è tenuto a rispondere a messaggi o mail.

Cattolica Assicurazioni “obbliga” i dipendenti a effettuare un riposo e una totale disconnessione dagli strumenti tecnologici di lavoro. Durante i giorni lavorativi tra le 18:30 e le 7:45, il sabato e i festivi non è né richiesto né previsto lo svolgimento di attività lavorativa. Durante queste fasce giornaliere i dipendenti possono tranquillamente spegnere i dispositivi che utilizzano per lavoro.

 QUALI RIMEDI PER IL BURNOUT?

Quali soluzioni è possibile applicare contro il burnout per chi è un libero professionista, un manager o chi non fa parte di aziende che hanno deciso di tutelare i propri dipendenti?

Durante l’orario lavorativo:

  • Non controllare continuamente le mail, fallo ad intervalli di tempo. Se è qualcosa di urgente ti chiameranno;
  • Utilizza il meno possibile il cellulare, evita le distrazioni. Utilizza alcune app create per essere più produttivo e concentrato;
  • Cerca di instaurare un buon rapporto con colleghi e superiori.

Al di fuori dell’orario lavorativo: 

  • Ritagliati del tempo libero in cui non pensi assolutamente al lavoro;
  • Utilizza il meno possibile smartphone e pc;
  • Fai una vacanza in cui spegni completamente il cellulare (es. digital detox retreat);
  • Dedicati ad hobby, passioni e attività sportiva;
  • Pratica esercizi di rilassamento come lo yoga o la meditazione;
  • Stai a stretto contatto con la natura.

Riuscire a staccare completamente la spina è fondamentale, il tuo corpo e la tua mente lo richiedono. Dopo un periodo di pausa rimarrai sconvolto dal notare quanto tu sia molto più sereno e produttivo.

Inoltre, questa pausa di riflessione potrebbe convincerti a prendere delle decisioni davvero fondamentali per la tua vita.

Proprio per questo è fondamentale almeno una volta all’anno dedicarsi per alcuni giorni ad un’attività di digital detox, in cui è possibile disconnettersi completamente, rilassarsi, pensare e ricaricare le pile.

E come disse Ovidio: “Riposati ogni tanto, un campo che ha riposato dà un raccolto abbondante.”

Se ti è piaciuto questo articolo potrebbe interessarti anche:

Se questo articolo ti è stato utile condividilo con i tuoi amici, continua a seguire il mio blog e scopri le prossime esperienze digital detox firmate Logout Live Now.

Il mio primo ritiro digital detox in Portogallo

Posso veramente affrontare cinque giorni senza internet, il mio cellulare, il pc, partecipando ad un evento organizzato da persone che non conosco in un paese in cui non sono mai stato? Sono sicuro di volerlo fare?

Questo è stato il mio primo pensiero quando ho scoperto il retreat organizzato da Offline Portugal. Onestamente ero cosi felice dal mio primo viaggio in solitaria a Cuba, quasi totalmente senza internet, che si era da poco concluso, che ho deciso dopo solo poche ore di riflessioni di prenotare per 5 giorni e partire. Mi son detto “Facciamolo! Devo assolutamente provare questa esperienza”.

Il luogo

Il retreat è stato organizzato ad Aljezur, un piccolo paese che si trova nel Sud del Portogallo, regione famosa per essere una meta molto popolare tra i surfisti. Dalla Sardegna (Italia) ci sono voluti ben 2 voli e 7 ore di bus per arrivare sul posto.

ritiro digital detox in portogallo

Tutto si svolgeva in una splendida casetta in legno in campagna, circondata dalla natura e dal silenzio. Sicuramente il luogo ideale per questo genere di esperienza. Riesco ancora a ricordare la vista fantastica davanti alla postazione yoga come se fosse davanti a me in questo momento, veramente incredibile.

Che fine farà il mio cellulare durante il digital detox?

Ovviamente appena arrivato ho dovuto abbandonare il mio cellulare. L’ho dovuto mettere in un cassetto con un lucchetto, di cui solo io avevo le chiavi. Su questo voglio essere molto chiaro, in questo ritiro non vieni in nessun modo forzato a lasciare il tuo cellulare li e a non utilizzarlo per tutta la durata dell’esperienza. È una tua libera scelta. Io ovviamente, l’ho presa come una sfida, l’ho lasciato nel cassetto tutti e 5 i giorni.

Inoltre Barbara, l’organizzatrice dell’evento, aveva il numero del mio contatto d’emergenza e i miei familiari avevano il suo. Per fortuna non si è presentata l’occasione di utilizzarli. 

Ad essere onesto, nel momento in cui ho abbandonato il mio smartphone ero un bel po’ spaventato. Per cosi tanti giorni non avrei potuto contattare nessuno, vedere cosa succedesse nel mondo o ai miei amici. In quel momento ho avuto la conferma di quanto il cellulare sia una parte cosi importante e presente nella nostra vita quotidiana, di quanto noi ne siamo “dipendenti”.

L’importanza del gruppo durante il Digital Detox

Sinceramente, ero davvero curioso di scoprire chi potessero essere le persone interessate a questo tipo di esperienza. Quanti anni hanno? Da quali nazioni provengono e che lavoro fanno? Sorprendentemente, il gruppo era super eterogeneo.

I partecipanti provenivano da Portogallo, Inghilterra, Israele, Irlanda, Uzbekistan e Olanda. C’erano musicisti, artisti, insegnanti di yoga e meditazione, manager e addirittura un chirurgo degli occhi. Avevano tra i 26 e i 48 anni.

Questa è la conferma che il bisogno di stare disconnessi, di prendere una pausa dai dispositivi digitali non dipende dalla nostra età, nazionalità o da nostro lavoro e non è mai né troppo presto né troppo tardi. È un bisogno che accomuna tutti. Proprio perché stiamo parlando di un fenomeno globale che ha influenzato tutti in maniera uguale, senza distinzioni.

Essere un gruppo formato da persone cosi diverse è stato anche la nostra forza, si è creata un’atmosfera e complicità davvero speciale. Sembrava che ci conoscessimo da anni. Sicuramente, anche il fatto di stare senza cellulare ci ha aiutati a godere al massimo dei momenti condivisi e delle conversazioni.

Inoltre, grande merito và riconosciuto allo staff formato da Barbara, Joe, Evi, Fin e Celine. Sono stati molto amichevoli e gentili, grazie a loro il ritiro è stato molto interessante e divertente.

Ops, stavo quasi dimenticando il fantastico cane che si trovava con noi. Il suo nome? Ovviamente Wi-Fi. 

Come impiegherò il mio tempo? Le attività durante il ritiro Digital Detox

Come farò senza il mio smartphone? Non mi annoierò a morte? Quante ore passiamo davanti al nostro smartphone? 2, 4, 5? Dobbiamo occupare questo lasso di tempo in qualche modo. 

In un retreat digital detox non ti annoierai mai proprio perché vengono organizzate tantissime attività:

  • Lezioni di yoga e meditazione: Ogni giorno l’organizzatrice Barbara svolgeva le sue lezioni. Io non avevo mai fatto yoga, era per me una prima volta e mi è piaciuto tantissimo. Barbara è stata un’insegnante fantastica, mi ha fatto sentire subito a mio agio e mi ha aiutato tantissimo. E il paesaggio e l’atmosfera erano perfetti. Penso che fare yoga aiuti molto a rilassarsi, riflettere e a connettersi con sé stessi e con la natura. Insomma, in un digital detox retreat non può assolutamente mancare;
  • Lezione di surf:  Ancora una prima volta per me. Ho partecipato a due lezioni e l’ho veramente amato. Nonostante io sia riuscito a stare in piedi sulla tavola solo due volte in 4 ore. Gli amici della scuola di surf “Arrifana” sono stati fantastici! Fare uno sport che ami o provare a farne uno nuovo è una delle cose più importanti durante un digital detox perché in quella condizione sei in grado di goderti a pieno il momento e divertirti al massimo;
  • Dipingere e fare attività di “arte sostenibile”: fare un qualsiasi lavoro manuale e creativo in questo paradiso di pace e tranquillità è stata definitivamente la cosa migliore. In un mondo super digitale e tecnologico non facciamo più niente di manuale, addirittura chiediamo ad Alexa di chiudere le finestre di casa nostra! Sono convinto che niente come realizzare qualcosa a mano ti possa soddisfare;
  •  Sessione Jam: Dopo cena i musicisti che facevano parte del gruppo iniziavano a suonare molti strumenti e a improvvisare della bellissima musica. In questo caso devo ammettere che preso dalla voglia di riprendere il momento, ho perso il conto delle volte che ho messo la mano nella tasca per prendere il cellulare che in realtà non avevo con me.  Questo mi ha fatto riflettere tanto su quanto compiamo gesti irrazionali e automatici quando si tratta del nostro cellulare;
  • Massaggio e sauna: Cos’altro si può fare in un ambiente cosi rilassante? Ovviamente attività di benessere. Non dimenticherò mai il massaggio fatto sotto un albero davanti a quel panorama;
  • Condividere il tempo con le altre persone: disconnettersi dai cellulari e connettersi con le persone. Alla fine, è questo l’obiettivo finale dell’esperienza. Quando è stata l’ultima volta che hai parlato con un amico senza essere stato interrotto da una notifica o senza che il tuo amico facesse “phubbing” (snobbarti mentre tu parlavi utilizzando il cellulare)? E quanto odi questo? Mentre tu gli parli lui guarda il cellulare e pretende anche che tu non ti infastidisca. Durante quei giorni ho realizzato quanto sia soddisfacente e potente avere una conversazione in cui entrambi siano concentrati al 100%. Non ti senti non interessante o non a tuo agio. I discorsi sono molto più profondi e le emozioni che provi sono totalmente diverse. Oltre alle conversazioni abbiamo anche svolto tante attività insieme, oltre a quelle già citate. Abbiamo anche cucinato, bevuto, giocato, ci siamo aiutati a vicenda. Onestamente, sono state le attività che mi sono piaciute di più. Noi siamo “animali sociali” ma con il tempo, purtroppo, ce lo stiamo dimenticando;
  • Condividere del tempo con sé stessi: La stessa cosa che succede con le altre persone, succede anche con noi stessi. Non ci ascoltiamo. Volontariamente o meno, non affrontiamo i nostri problemi, non troviamo soluzioni, ci sentiamo infelici ma non facciamo niente per cambiare, per uscire dalla nostra zona di comfort. Il nostro smartphone ci offre una via d’uscita quando siamo di malumore, quando dobbiamo risolvere una situazione. Non ci pensiamo perché troviamo al suo interno un mondo che ci accetta, che ci intrattiene in cui c sentiamo al sicuro. Ci porta ad essere tremendamente passivi. Durante quei giorni invece ho avuto la possibilità di riflettere, rilassarmi, leggere un libro, scrivere un diario, prendere decisioni importanti e tanto altro. In poche parole, mi sono sentito meglio.

Reazioni e feedback

Da quando mi è stato regalato il primo smartphone non avevo mai passato cinque giorni senza utilizzarlo. I primi 2 giorni sono stati stranissimi. Sentivo a volte la necessità di prenderlo e vedere cosa accadesse nel mondo e ai miei amici. Di aprire Instagram o Facebook e perdermi li dentro.

Tantissime volte compievo il gesto di togliere il cellulare dalla tasca per mostrare, registrare, immortalare un momento o cercare qualcosa su Google. Ma questo è più che normale, proprio perché è un comportamento automatico della nostra mente, è più di un’abitudine. Allora, dato che non avevo il mio cellulare con me ho dovuto trovare altri modi per fare queste cose:

  • Quando vuoi mostrare qualcosa, puoi semplicemente descriverlo;
  • Quando vuoi cucinare sperimenti senza l’aiuto della ricetta su internet. Nessuno morirà, forse..;
  • Quando vuoi chiedere qualcosa che non sai descrivere in un’altra lingua provi a farlo capire con i gesti e con altre parole, senza il traduttore. Ok, in effetti noi italiani siamo già maestri in questo;
  • Quando ti perdi in macchina chiedi alle persone del posto e non a google maps;
  • Quando vuoi immortalare qualcosa, semplicemente lo vivi;
  • Quando ti devi annotare ricordare qualcosa lo scrivi su un pezzo di carta.

Sono tutte cose che facevamo già prima di avere il nostro smartphone, purtroppo però ce ne siamo già dimenticati. Tutte queste piccole cose ci aiutano a connetterci con le altre persone.

Quando deleghiamo tutto al nostro cellulare non interagiamo con altre persone, perdiamo la possibilità di conoscere qualcuno di speciale, di scoprire un posto “non turistico”, di conoscere la cultura della gente del posto dove viaggiamo, o semplicemente di sorridere perché comunicando con una persona che parla una lingua diversa dalla tua riesci comunque a farti capire in modo divertente. Ecco perché lo amo.

E sinceramente dopo il terzo giorno non sentivo più la necessità di utilizzarlo, era come se non fosse mai esistito. Mi sono sentito cosi bene che non riesco neanche a descriverlo.

I benefici 

I benefici del digital detox retreat sono incredibili! Non pensavo potesse avere un impatto del genere su di me. Li ho voluti dividere in benefici immediati e a lungo termine:

Benefici Immediati:

  • Relax totale
  • Non perdevo tempo
  • Dormivo meglio: mi addormentavo subito e mi svegliavo molto attivo
  • Molto concentrato nelle conversazioni con le altre persone 
  • Più produttivo e creativo
  • La mia soglia d’attenzione era più alta
  • Ho vissuto a pieno ogni singolo momento

Benefici a lungo temine:

Dal momento in cui il digital detox serve ad avere una relazione migliore con il cellulare soprattutto dopo l’esperienza. Ecco come mi sento ora:

Ho più tempo: ho capito quanto lo utilizziamo inutilmente. Lo uso solo per cose veramente utile e a cui tengo. E sto utilizzando il tempo che prima sprecavo per stare con i miei cari e per le mie passioni;

Vivo di più il momento: ho capito che non c’è bisogno di immortalare qualsiasi cosa e condividerla. Semplicemente vivo e apprezzo il momento;

Sono più in salute: continuo a dormire meglio durante la notte, sono meno stressato e utilizzo il tempo che prima sprecavo per fare sport;

Sono più produttivo: sono più concentrato e organizzato. Come? Non controllo tutto il tempo il cellulare, se devo fare qualcosa lo metto in modalità aereo (impostando la possibilità di ricevere chiamate da pochi numeri selezionati), ho disattivato tutte le notifiche dei vari social e controllo le mail solo ad orari preimpostati. Non faccio più multitasking (fare più cose contemporaneamente).

Ritorno alla “vita online”

Io ho una particolarità, mi adatto a differenti situazioni molto velocemente. A volte è un pregio e altre un difetto. Fatto sta che dopo pochi giorni mi ero già abituato a vivere senza cellulare e internet.

Dopo 120 ore senza utilizzarlo lo prendo dal mio cassettino, recupero tutte le mie cose, saluto tutti e mi dirigo verso il “mondo reale”. E adesso? Strano ma vero non volevo accenderlo, un po’ per paura, un po’ perché mi piaceva cosi tanto stare senza. Nonostante il viaggio in bus fosse molto lungo per le prime tre ore non l’ho acceso.

Quando ho deciso di accenderlo ho lasciato internet disabilitato e ho chiamato i miei genitori e mi fratello. Dopo altre due ore era arrivato il fatidico momento, mi sono connesso ad internet. L’impatto è stato veramente forte, una marea di vibrazioni e notifiche mi hanno assalito in poche secondi.

La cosa che più mi ha sorpreso erano le notifiche di What’s App. Quanti messaggi pensate che mi siano arrivati? Provate ad indovinare ma non illudetevi, sarà di sicuro un numero molto più basso.

2.015 notifiche da 27 diverse chat!

2.015 notifiche da 27 diverse chat!

2.015 notifiche da 27 diverse chat!

Seriamente? È uno scherzo? Veramente ogni giorno ricevo 400 diversi messaggi che mi disturbano ogni minuto della giornata? E senza contare le mail, Facebook, Instagram e tutte le altre app.

whatsapp digital detox ritiro

Cosa ho imparato

In quel momento ho realizzato quanto realmente veniamo bombardati ogni giorno. Riceviamo notifiche ogni minuto. E in più, controlliamo il nostro cellulare anche quando non riceviamo notifiche, apriamo i social e ci perdiamo tantissimo tempo. Come può la nostra mente processare questa miriade di informazioni? Come può questo non disturbarci, influenzare il nostro umore, la nostra salute e concentrazione?

Certamente lo fa!

Ecco perché è fondamentale imparare ad usarlo in maniera responsabile e moderata. A selezionare il tipo di informazioni che ci servono, ausarlo solo quando ci torna utile e non permettergli di distruggere le nostre relazioni sociali, il nostro lavoro e la nostra autostima.

Ora ho decisamente un “rapporto” migliore on il mio smartphone, perché ho capito quanto tempo sprechiamo inutilmente e quanto stiamo perdendo nella nostra vita di tutti i giorni.

Ho stabilito delle regole: non tocco il cellulare quando sto mangiando, parlando con qualcun’altro o quando mi devo focalizzare su qualcosa. Non lo utilizzo quando mi sveglio o quando vado a dormire. La notte lo metto in carica in un’altra stanza e per svegliami utilizzo una normalissima sveglia. Mi sento decisamente meglio, i benefici sono evidenti. Sono più concentrato, attivo, rilassato e mi godo di più i bei momenti della vita.

Tra le altre cose, ho imparato anche ad ascoltare più me stesso, a dedicarmi del tempo, a dare massima attenzione a chi para con me e ad isolarmi quando devo prendere decisioni importanti. E cosa più importante, di dare più importanza alle cose veramente importanti della vita. 

Continuo a leggere libri e guardare video riguardanti l’educazione digitale e leggo spesso il “diario” che ho scritto durante questa esperienza. Sinceramente mi aiuta tanto a continuare sulla “giusta strada”. Un altro strumento che utilizzo tanto sono le App Digital Detox che si possono scaricare gratuitamente dagli App Store. Sono fondamentali per essere più produttivo e rilassato.

Non sono sicuro di aver descritto al meglio quello che ho provato in quei giorni. 5 lunghi giorni senza cellulare. Disconnesso dal cellulare e riconnesso con la natura e le altre persone. Molte prime volte per me: ho fatto surf, yoga, meditazione.

E’ incredibile provare con mano quanto abusiamo del cellulare e quanto siano fantastici i momenti che viviamo senza il bisogno di immortalare un momento o controllare le vite degli altri solo perché siamo annoiati.

Ho avuto il tempo di riflettere, godere a pieno dei momenti condivisi (nel mondo reale) con altre persone provenienti da tutto il mondo. Lo terrò sempre nel mio cuore e ci tornerò sicuramente.

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici e segui Logout live now su Facebook e su Instagram.